Baltic 142 Canova il superyacht a vela dove il comfort è legato alla tecnologia.

Molti esperti del settore nautico affermano che per costruire un’eccellente barca a vela ci vuole un grande team di progettazione, un qualificato cantiere ma soprattutto un esperto cliente con le sue esplicite richieste.

Il Baltic 142 Canova una barca a vela di lusso consegnata al proprietario nel mese di ottobre 2019 nasce proprio da un lavoro di squadra, dove ogni elemento compreso l’armatore ha contribuito con le proprie competenze, che messe insieme per un progetto comune ha creato una barca destinata a segnare un cambiamento in tutto la nautica un vero  innovativo capolavoro del mare.

Il Baltic 142 Canova è stato prontamente gratificato aggiudicandosi il premio come migliore architettura navale nella categoria sailing yacht al Superyacht Design Festival 2020 di Cortina d’Ampezzo.

Un appuntamento molto importante della nautica organizzato da Boat International dove sono state premiate le barche più all’avanguardia per design e innovazione.

Il cantiere Finlandese Baltic Yachts ha ingegnerizzato la barca con la collaborazione di un gruppo internazionale di progettisti, ingegneri e architetti navali e project manager.

I più rappresentativi sono Farr Yacht Design che ha progettato l’architettura navale  , l’architetto  Lucio Micheletti che ha progettato  il disegno esterno e  collaborato con il team interno di Baltic Yachts alla progettazione degli interni, mentre la gestione del progetto è  stata affidata a Mattia Belleri di Fluidsailing,  in qualità di rappresentante del proprietario. 

 

Alla fine è stata creata una barca ricca di contenuti che è stata molto apprezzata dagli operatori del settore e il suddetto premio sarà sicuramente il primo di altri. 

Questa barca è stata il risultato di un progetto molto complesso che ha interpretato i desideri di un intelligente armatore esperto velista, appassionato per le navigazioni oceaniche che ha già posseduto barche più piccole e da questa nuova più grande chiedeva comfort e alta  tecnologia per fare sicure e lunghe crociere senza stress, con equipaggio ridotto e la possibilità di fare manutenzione in giro per il mondo in qualunque condizione possibile. Alla fine dei lavori il proprietario è stato il primo a essere soddisfatto e adesso ci si aspettano delle belle navigazioni intorno al mondo.   

Uno sloop con lo scafo costruito tutto in fibra di carbonio lungo 142 piedi pari a 43,3 metri, largo 9 con una chiglia di sollevamento che può ridurre il pescaggio da 6,5 ​​metri a 3,8 metri.

 Gli elementi più importanti che rendono unico questo superyacht a vela sono essenzialmente 2.

Il primo è la presenza a bordo dell’applicazione DSS, il Canova è il primo superyacht di queste dimensioni dotato di una lamina trasversale dinamica del sistema di stabilità, una forte iniezione di tecnologia che permette con il semplice tocco di un pulsante di aumentare la velocità e il comfort riducendo il movimento di beccheggio e rollio (il fastidioso moto oscillatorio provocato principalmente dal moto ondoso.)

Questo sistema è stato sviluppato in collaborazione con Gordon Kay di Infiniti Performance Yachts, il sistema impiega una lamina scorrevole che può estendersi fino a nove metri. 

A riguardo Gordon Kay di Infiniti Yachts ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 “Dopo aver installato DSS in dozzine di yacht, possiamo tranquillamente affermare di aver raggiunto un altro livello con l’installazione impeccabile della custodia in alluminio nel Baltic 142 Canova”.

Il secondo elemento è un complicato sistema di propulsione elettrica installato in sala macchina a centro barca.

La propulsione quando non si veleggia è affidata a un motore elettrico, che è alimentato da sei batterie agli ioni di litio caricate da due generatori con una produzione di 420 kW. 

Secondo quanto afferma Mattia Belleri di Fluidsailing:

 “Il motore elettrico compatto e silenzioso da 420 kW è in grado di guidare lo yacht da 145 tonnellate a una velocità di 14 nodi tramite la sua elica rotante, rivolta in avanti e verso l’alto”.

Canova quando naviga a vela può usare la sua elica trascinata dall’avanzamento della barca per azionare un idro-generatore, per caricare le sue sei batterie agli ioni di litio che hanno un’autonomia di nove ore.

A riguardo i tecnici di Baltic Yachts così commentavano durante le prove in mare:

“I risultati sono promettenti, confermano le aspettative sulle prestazioni in mare mentre il sistema di propulsione elettrica e l’idro-generazione la rendono più silenziosa, comoda e facile da mantenere”. 

 Con un vento di 20 nodi la barca oltre a veleggiare genera una potenza leggermente superiore all’autosufficienza per alimentare tutte le utenze di bordo. Compreso il sistema di  controllo automatizzato che consente con equipaggio ridotto di gestire tutto, incluso un potente piano velico costituito, oltre dalle vele di prua, da una randa square top con una superficie velica di 570 metri quadrati, con la vela che si distende e si arrotola a comando automaticamente in piena sicurezza nel  boma di 18 metri.

A riguardo al proprietario ha affermato quanto segue:

“Voglio che navighi, non a motore, ma deve essere facile da maneggiare per l’equipaggio, quindi il controllo automatizzato era importante.”

Le vele sono di North Sails, mentre l’albero interamente in carbonio è di Rondal con sartiame appositamente progettato per gestire i maggiori carichi generati dalla stabilità aggiuntiva fornita dalla pellicola DSS che scorre direttamente sotto la cabina del proprietario a centro barca utilizzata quando il superyacht naviga già a velocità sostenuta con un aumento stimato della velocità massima che varia secondo le condizioni dal 5 al 20%.

In merito il vicepresidente di Farr Yacht Design Britton Ward ha così commentato:

“I numeri di prestazione previsti sono notevoli con l’imbarcazione in grado di raggiungere comodamente velocità dell’imbarcazione pari alla velocità del vento in condizioni da moderate a forti”.

 

Un’altra caratteristica di questa barca è che la sovrastruttura, che copre il grande salone, si estende con un lungo hardtop bimini fino a coprire un arredato pozzetto di poppa creando così un meraviglioso spazio esterno ombreggiato protetto anche da finestre motorizzate che si abbassano al tocco di un pulsante, per vivere il mare all’aria aperta in pieno riposo e sicurezza sia in navigazione che quando si sta fermi.

“L’idea di avere un comfort legato alla tecnologia ha generato un disegno della barca pulito semplice tecnologico.” Così afferma l’architetto Lucio Micheletti.

La configurazione degli interni è stata condizionata dalla richiesta di una suite armatoriale centrale e un gran garage a poppa per alloggiare un tender di almeno 7 metri.

La barca è stata attrezzata per sistemare un numero massimo di 8 ospiti in tre cabine costituite da un master suite armatoriale, una cabina VIP a prua e una cabina doppia.

La suite armatoriale a tutto baglio è ben posta a centro barca, dove già si sentono meno gli effetti delle oscillazioni del mare che vengono ulteriormente e sensibilmente attenuate con l’applicazione DSS.

Gli alloggi dell’equipaggio si trovano in una splendida zona poppiera ben allestita, per un numero massimo di 8 membri.

Alla fine dei lavori durante la cerimonia ufficiale della presentazione di Baltic 142 Canova l’architetto milanese Lucio Micheletti ha rilasciato la seguente dichiarazione;

“Per progettare una barca devi entrare in un’altra dimensione abbandonare i volumi puri dell’architettura, sia all’esterno che all’interno e devi lavorare con un’estetica che non è apparenza, ma profondità. Fondere calma e forza, vuoti e pieni.

Lavorare con i materiali in un dialogo armonico evitando contrapposizioni.”

 

 

 

 

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