IL SOLE E LA PELLE AL MARE

 

L’abbronzatura indubbiamente aiuta a restituire vivacità a un viso un po’ appassito e nasconde tante imperfezioni della pelle, che si potrebbe dire che è un cosmetico naturale alla portata di tutti.

La donna oggi, nella maggior parte dei casi, si sente bella, desiderata, attraente solo con una buona dose di tintarella.

A questo punto, però, occorre fare molta attenzione, perché spesso le donne esagerano nella mania di voler cambiare pelle.

L’abbronzatura va usata e dosata con senso della misura e deve essere programmata e specifica, diversa per ogni tipo di donna e di carnagione.

Conosciamo quindi la nostra pelle prima di esporci al sole. Conosciamo cioè la nostra dose di “antisole”. E’ noto che l’organismo, esposto ai raggi ultravioletti emessi dal sole, produce, per difendersi, il proprio “antisole”: la melanina, pigmento naturale che dà il colore alla pelle.

Chi si arrossa subito e si abbronza con fatica, possiede questa sostanza in dose molto basse ed è quindi molto facile alle scottature.

Ci sono persone che, dopo una giornata di esposizione al sole, possono ritrovarsi alla sera di un bel colore biscotto, altre invece possono avere gli occhi gonfi, la pelle riarsa e arrossata come quella di un gambero.

Occorre quindi predisporre la pelle a ricevere i raggi solari, dosandoli e filtrandoli secondo le esigenze individuali che soltanto l’esperienza può stabilire.

I primi giorni di sole sono i giorni dei grandi problemi, si arriva pallidi dalla città e ci si vorrebbe vedere subito abbronzatissime. E’ proprio questa fretta, quando la pelle è completamente indifesa e non ha ancora prodotto la sua protettrice naturale, la melanina, che causa i danni peggiori.

Il sole migliore è quello delle prime ore del mattino e delle ore del tramonto con prevalenza di raggi ultravioletti che fa abbronzare.  Fra le 12 e le 15 l’ora in cui di solito tutti si dedicano alla tintarella, c’è la prevalenza di raggi infrarossi e la diminuzione di quelli ultravioletti, per cui diventa difficile abbronzarsi e molto facile scottarsi.

Adattiamoci, dunque, prima di tutto, al tipo della nostra pelle, non pretendiamo di essere quello che non siamo e accettiamo i nostri limiti.

Sarebbe ridicolo se la biondina pallida e la rossa pretendessero di trasformarsi in negrette. Così chi non è più giovanissima lasci il colore marrone cioccolato alle ragazzine e si accontenti di un dolce color miele dorato, che non accentua le prime rughe e le zampe d’oca intorno agli occhi, ma anzi le attenua.

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